I. PRELUDIO

Solo tra il 1925 e il 1926 – a cinquant’anni dalla prima esecuzione, avvenuta al Festspielhaus di Bayreuth, dal 13 al 17 agosto 1876 – è rappresentato, nella sua interezza (per quanto cantato in italiano e non nella corretta sequenza), il Ring alla Scala. Lungo il corso del XX secolo, come se il modernismo non fosse intervenuto, si sono succeduti, a Milano, più allestimenti dell’intero ciclo, caratterizzati da elementi figurativi coerenti con la fantastica illustrazione nibelungica: e quindi ondine, draghi, serpenti, elmi alati, cavalli, nani e giganti....

In questa sala stanno alcune testimonianze superstiti dell’Anello del Nibelungo realizzato nel 1943 (a pochi mesi di distanza dai bombardamenti dell’agosto di quell’anno, che colpirono pesantemente il teatro), nel quale il prologo e le tre giornate erano stati affidati – quanto a scene e costumi – ad autori diversi, mentre la regia era di Heinrich Karl Strohm e la direzione d’orchestra di Franz von Hoesslin, subentrato all’indisposto Tullio Serafin. Erano stati coinvolti – in analogia a quanto era avvenuto altrove in Europa e in Italia, da un decennio almeno, al Maggio Musicale Fiorentino – celebri pittori: Felice Casorati (per La Walkiria), Cipriano Efisio Oppo (per Sigfrido) e Guido Marussig (per Il crepuscolo degli dei), mentre L’oro del Reno spettava al russo Nicola Benois, che dal 1937 era il direttore dell’allestimento scenico del teatro, carica che ricoprirà saldamente fino al 1971.

Per l’edizione del Ring, in tedesco, prevista per il 1950, la prima al mondo dopo la Seconda guerra mondiale, dove la direzione d’orchestra sarebbe stata di Wilhelm Furtwängler e la regia di Otto Erhardt, la Scala aveva coinvolto Mariano Fortuny, quasi al capolinea della sua lunga e fedele militanza wagneriana; tuttavia gli spettacoli, a causa della morte dell’artista spagnolo, andranno in scena con bozzetti e figurini di Benois (anche se l’allestimento di Die Walküre risaliva all’anno precedente). Sarà ancora lui a fornire – senza che la sua cifra stilistica subisca evoluzioni significative – scene e costumi per l’edizione scaligera del Ring nel 1963, in occasione dei centocinquant’anni dalla nascita di Wagner, quando il direttore d’orchestra è André Cluytens e il regista Heinz Tietjen, a lungo attivo a Bayreuth tra le due guerre.

Nel frattempo non avevano invece preso stabile piede alla Scala le messinscene più astratte e austere del Ring, affidate in particolare alla luce, discese dalla rivoluzionaria lettura dello svizzero Adolphe Appia, avviata già alla fine del XIX secolo, e transitate poi, dopo la Seconda guerra mondiale, sul palcoscenico denazificato di Bayreuth soprattutto grazie all’impegno di Wieland Wagner, il nipote del compositore, che Cluytens avrebbe voluto come regista del Ring milanese del 1963.