Flaminia Veronesi
Flaminia Veronesi affronta Die Walküre con la sua pittura fresca, rapida, quasi istintiva, anche se costruita con lucidità e rigore nella precisa consapevolezza di un confronto con la potenza senza tempo dei sentimenti. Il suo ciclo di lavori ne distilla le forze primarie e Wagner diventa spazio di energia vitale, motore emotivo che alimenta immagini dense di colori vivi – i rosa, gli azzurri –, sempre attraversate da una drammaticità delicata e fragile. Qui il mito si manifesta come proiezioni di vita vissuta. Nei suoi quadri vive l’incontro tra una dimensione epica e una sensibilità intimista. E la stessa Brünnhilde appare come l’autoritratto di una figura determinata, ribelle e passionale.
La maledizione della rinuncia alla potenza dell’amore
“Il quadro ha come soggetto l’eroe giusto invocato da Wotan, incarnazione della forza dell’amore, sintesi fra senso e ragione, maschile e femminile, e affronta con lo sguardo chi ha scelto di non essere libero rinunciando all’amore. Le fiamme sono il monito di un inesorabile declino quando l’amore è piegato a strumento di potere”.

La Primavera
“Il cavallo alato è lo slancio e la leggerezza che la forza dell’amore conferisce allo spirito. La Primavera irrompe nel primo atto del dramma dopo la tempesta, come motivo d’amore e di intensa felicità fra Siegmund e Sieglinde. È il cavallo di Apollo che sorge all’alba dopo ogni oscura notte.”

Il riscatto di Brünnhilde
“Brünnhilde viene ritratta nel momento in cui, dopo aver disubbidito al padre, lo affronta e riscatta la sua condizione. Nel confronto con Wotan e le sue contraddizioni, pur accettando il suo destino e la sua imminente punizione, rivendica la sua scelta di disubbidirgli pur di non rinunciare alla forza dell’amore e alla sua libertà.”

L’uroboro del Walhall
“Il drago che circonda il monte degli dei si morde la coda, simboleggiando la ciclicità infinita della vita. Condizione che è in sé portatrice di speranza perché nel fluire infinito del tempo risiede il concetto che dopo ogni fine c’è sempre un nuovo inizio. A noi la scelta se vivere l’impossibilità di separare la fine dall’inizio come un’alba o un tramonto.”

biografia
Flaminia Veronesi (Milano, 1986. Vive e lavora a Milano) è un’artista poliedrica che propone un linguaggio contemporaneo del fantastico per recuperare un dialogo con il trascendente e il senso del sacro. Animata da una forte componente ludica, ama muoversi fra materiali e forme espressive eterogenee: crea acquerelli, sculture in bronzo, ceramica, installazioni e opere audiovisive che portano lo spettatore sulla soglia di altri mondi. Il suo spirito libero invita allo stupore e al piacere giocoso della meraviglia.
