LA BIOGRAFIA DI GIORGIO STREHLER

1921-1928

Giorgio Strehler nasce a Barcola (Trieste) il 14 agosto 1921. «Discendo da una famiglia di musicisti. Mia madre [Alberta Lovrič] è stata una celebre violinista ed era conosciuta con il nome d’arte di Albertina Ferrari. Mio nonno è stato un celebre suonatore di corno e più tardi impresario operistico. Per anni ha determinato le sorti del Teatro Verdi di Trieste». Il padre Bruno, di origini viennesi, muore prematuramente di tifo nel 1924. Nel 1928 Strehler si trasferisce con la madre a Milano, dove studia prima al Convitto Nazionale “Pietro Longone”, poi al liceo Parini.

Giorgio Strehler nei primi anni di vita a Trieste – Ph. Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”, Trieste

1938-1941

Si iscrive ai corsi di recitazione e dizione all’Accademia dei Filodrammatici, dove si diploma nel 1940. «Volevo diventare attore. Mi diplomai con un ‘molto buono’». Lavora in diverse compagnie e nel 1941 entra a far parte di “Palcoscenico”, il primo gruppo sperimentale diretto da Paolo Grassi: «In circa tre anni di lavoro continuo […] diventai un buon attore. Ma l’insoddisfazione interiore cresceva di giorno in giorno».

1943-1944

Nel gennaio 1943 debutta alla regia con tre atti unici di Luigi Pirandello (Novara, Teatro di Casa Littoria): «Nelle interruzioni di questa guerra – grazie ai permessi di malattia – provai a mettere in scena pezzi diversi. Erano piccoli pezzi, nei quali recitavo anch’io, con mezzi piuttosto poveri». In ottobre sposa la danzatrice Rosita Lupi, nome d’arte di Rosa Lupo Stanghellini. Dopo l’Armistizio, il sottotenente di fanteria Strehler, ostile al regime fascista, non aderisce alla Repubblica di Salò e si unisce alla Resistenza. È condannato a morte in contumacia in quanto militante socialista e attivo antifascista. Nel 1944 ripara in Svizzera, nel campo di internamento per militari a Mürren.

1945

Nel 1945 si trasferisce a Ginevra, dove fonda la “Compagnie des Masques”. Firma gli spettacoli con lo pseudonimo di Georges Firmy (cognome della nonna materna): «Raccolsi attorno a me un gruppo di giovani emigrati, soprattutto francesi, e misi in scena la mia prima rappresentazione: Assassinio nella cattedrale di Eliot», al Théâtre de la Comédie in aprile. Quello stesso anno torna a Milano, trova «una città distrutta, ma una città, anche, che voleva risollevarsi». Diventa critico teatrale per «Milano Sera» (1945-1946); in dicembre mette in scena al Teatro Odeon Il lutto si addice ad Elettra di Eugene O’Neill. Frequenta le riunioni del circolo teatrale “Il Diogene”, che vede tra i suoi animatori Paolo Grassi. Incontra Tino Carraro e Nina Vinchi, che contribuiranno a fare la storia del Piccolo Teatro.

1947

Il 6 marzo mette in scena al Teatro alla Scala La traviata di Giuseppe Verdi (direttore Tullio Serafin). Il 14 maggio inaugura il Piccolo Teatro con la messa in scena dell’Albergo dei poveri di Maxim Gor’kij. In luglio il primo allestimento del Servitore di due padroni di Carlo Goldoni. Paolo Grassi lo affianca nella gestione del teatro: «Eravamo in due, un triestino e un pugliese». D’ora in poi, la vita di Strehler si svolgerà in gran parte sul palcoscenico del Piccolo Teatro oppure su quello della Scala.

Durante le prove della Traviata con Tito Gobbi, Margherita Carosio, 1947 – Ph. Erio Piccagliani

1951

Fonda la Scuola d’arte drammatica del Piccolo Teatro (l’attuale Civica Scuola di Teatro “Paolo Grassi”), dove per alcuni anni insegna recitazione.

1955

Il 25 ottobre fa visita a Bertolt Brecht nella sua casa di Berlino Est, per discutere la messa in scena dell’Opera da tre soldi, che il drammaturgo tedesco vedrà al Piccolo Teatro il 10 febbraio 1956: «È tra il pubblico, con la sua sahariana da operaio; vediamo che si diverte, ride, applaude […]. È pallido». Morirà pochi mesi dopo, il 14 agosto. Il 26 dicembre inaugura la Piccola Scala con la regia del Matrimonio segreto di Domenico Cimarosa (direttore Nino Sanzogno).

Con Paolo Grassi, Bertolt Brecht, 1956 – Ph. Piccolo Teatro di Milano

1964

Alla sede del Piccolo Teatro in via Rovello si affianca il palcoscenico del Teatro Lirico, dove mette in scena opere di Carlo Goldoni (Le baruffe chiozzotte, 1964), William Shakespeare (Il gioco dei potenti, da Enrico IV, 1965), Luigi Pirandello (I giganti della montagna, 1966).

Con Nino Sonzogno, 1964 – Ph. Erio Piccagliani

1965

A Salisburgo allestisce la memorabile edizione del Ratto dal serraglio di Mozart, dove si rivela un giovane direttore d’orchestra, Zubin Mehta.

1968-1971

Nell’anno della contestazione studentesca, dà le dimissioni dal Piccolo Teatro e si trasferisce a Roma, dove fonda il Gruppo Teatro e Azione, con cui mette in scena al Teatro Quirino Cantata di un mostro lusitano di Peter Weiss (marzo 1969). Nel dicembre del 1971 inaugura la nuova stagione scaligera con Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi (direttore Claudio Abbado).

Con Claudio Abbado, 1971 – Ph. Erio Piccagliani

1972-1973

Paolo Grassi viene nominato sovrintendente del Teatro alla Scala (1972). Strehler torna al Piccolo Teatro in qualità di direttore unico. Nel marzo del 1973 mette in scena all’Opéra royal de Versailles Le nozze di Figaro (direttore Georg Solti). Nel medesimo anno a Salisburgo, in occasione di Das Spiel der Mächtigen, versione tedesca del Gioco dei potenti, conosce l’attrice Andrea Jonasson che sposerà a Milano nel 1981.

Con Andrea Jonasson, Antonio Ghiringhelli, 1971 – Ph. Erio Piccagliani

1982-1984

Nel 1982 riceve dal presidente François Mitterrand la Légion d’honneur. Nel 1983 vene nominato direttore del Théâtre de l’Europe, con sede al Théâtre national de l’Odéon a Parigi. In settembre subentra in un seggio vacante al Parlamento Europeo nelle file del Partito socialista, con cui si era candidato alle elezioni del 1979. Il suo impegno si concluderà nel giugno dell’anno seguente.

Con Lorin Maazel, 1980 – Ph. Lelli e Masotti

1986-1987

L’ottocentesco Teatro Fossati di Milano viene restaurato e si trasforma nel più moderno Piccolo Teatro Studio. Nel 1987 viene aperta una scuola teatrale all’interno del Piccolo Teatro. Nello stesso anno il regista, lasciato il Partito socialista, è eletto al Senato della Repubblica come indipendente nelle liste del Partito comunista.

1997

In occasione del cinquantenario del Piccolo mette in scena una nuova edizione dell’Arlecchino goldoniano e inizia le prove di Così fan tutte di Mozart. La notte del 25 dicembre muore per un attacco cardiaco nella sua casa di Lugano.