FESTA DELLA MUSICA 2020

La Festa della Musica 2020 al Museo riunisce in Sala Esedra momenti musicali diversi tra opera, pianismo e musica contemporanea, accomunati dall’uso del pianoforte donato dalla ditta Steinway a Franz Liszt nel 1883.

Apre il programma il soprano Eleonora Buratto, che alla Scala ha cantato Adina nell’Elisir d’amore diretto da Fabio Luisi. La sua carriera, sostenuta da Riccardo Muti che l’ha diretta al Festival di Salisburgo già nel 2009, ha visto negli ultimi anni nuovi debutti al Metropolitan, al Covent Garden (2018), e alle Staatsoper di Vienna e Berlino (2019). Tra i suoi ruoli d’elezione è Mimì ne La bohème e anche al Museo canterà proprio “Sì, mi chiamano Mimì” insieme a “Morrò ma prima in grazia” da Un ballo in maschera e due romanze di Tosti. La accompagna James Vaughan, primo maestro di sala del Teatro alla Scala, imprescindibile punto di riferimento per ogni cantante che calchi il palcoscenico del Piermarini.

James Vaughan accompagna anche Andrea Mastroni, nome emergente tra le voci di basso nel cui curriculum compaiono studi di filosofia e una preparazione da clarinettista. Richiesto da teatri come il Metropolitan, l’Opera di Zurigo e il Covent Garden, Mastroni, che ha partecipato all’incisione di Serse di Händel con Il pomo d’oro per DG e ha inciso l’album händeliano Melancholia per Egea Music, presenterà tre aspetti assai diversi del suo repertorio: l’aria di Rocco da Fidelio, quella di Mustafà dall’Italiana in Algeri e un Lied da Die schöne Müllerin.

Lo Steinway appartenuto a Franz Liszt è protagonista nell’impaginato proposto da Orazio Sciortino. Pianista e compositore (la sua fiaba musicale La Gattomachia è stata eseguita al Piermarini dai Cameristi della Scala, l’opera La paura da Fedrico de Roberto è stata presentata al Coccia di Novara), Sciortino ha inciso per Sony, oltre a un CD di sue composizioni per pianoforte, un album di trascrizioni operistiche di Tausig e Liszt. Per la festa al Museo riproporrà trascrizioni lisztiane in ideale corrispondenza con le opere esposte: oltre a Donizetti e Gounod, le parafrasi verdiane di Rigoletto e del Requiem, la cui partitura è custodita al Museo.

Conclude il concerto uno sguardo sul presente e sull’avvenire. Michele Gamba, pianista e direttore d’orchestra che alla Scala, dopo due sostituzioni in I due Foscari e Le nozze di Figaro, ha diretto nella scorsa stagione L’elisir d’amore, prima del lockdown stava provando Madina, il nuovo lavoro di teatrodanza di Fabio Vacchi. In attesa di poterlo riprendere in Teatro, Gamba ne parlerà in una lezione concerto sul linguaggio musicale di Vacchi e di Luca Francesconi con esempi al pianoforte dalle partiture di Madina e del concerto per violoncello di Francesconi Das Ding singt, che ha recentemente diretto nell’ambito del festival Milano Musica con la Verdi.    

La Festa della Musica al Museo Teatrale alla Scala – Eleonora Buratto e James Vaughan

La Festa della Musica al Museo Teatrale alla Scala – Andrea Mastroni e James Vaughan

La Festa della Musica al Museo Teatrale alla Scala – Orazio Sciortino

La Festa della Musica al Museo Teatrale alla Scala – Michele Gamba