Giovanni De Santis virtuoso di violino e compositore “napolitano” nella prima metà del Settecento

Editore LED

Conversazione con Cesare Fertonani

Oggi De Santis è figura dimenticata nella storia della musica. Virtuoso di violino e compositore napoletano vissuto nella prima metà del 1700, De Santis divenne noto in Europa grazie ad alcune raccolte di sonate e concerti pubblicate a Venezia e ad Amsterdam. Nulla si sa della vita e dell’attività di questo musicista misterioso la cui affascinante produzione compositiva si colloca nella fase di passaggio che porta al nuovo stile galante rispecchiando mutamenti e trasformazioni della società e della cultura del tempo. Tra il radicamento nella tradizione napoletana e le relazioni con la musica strumentale dei maestri dell’Italia settentrionale come Vivaldi, le sonate e i concerti di De Santis manifestano un’estetica della sensibilità che dalla scrittura si riflette sulla prassi esecutiva. Lo studio della sua musica tocca temi come le caratteristiche e la diffusione internazionale della musica strumentale napoletana e la fortuna dei concerti di Vivaldi tra i compositori italiani delle generazioni successive, la storia della tecnica del violino e un intreccio con la storia dell’arte: il frontespizio dei Divertimenti op. I fu infatti realizzato dal celebre incisore veneziano Pitteri.

Cesare Fertonani è diplomato in violino (con Armando Burattin) e composizione (con Ivan Fedele) presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, e si è laureato in Lettere moderne (con Francesco Degrada) nell’Università degli Studi di Milano. Ha partecipato a numerosi convegni internazionali in Italia, Svizzera, Francia, Germania e Messico indirizzando i propri interessi di ricerca soprattutto sulla musica del Settecento, in particolare italiana, e dell’Ottocento, occupandosi degli aspetti semantici, rappresentativi e narrativi della musica strumentale. Dal 2007 è direttore scientifico della collana di edizioni “Archivio della Sinfonia Milanese”, edita da Ricordi, e membro del Comitato editoriale dell’edizione delle opere di Antonio Vivaldi, pubblicata dall’Istituto Italiano Antonio Vivaldi (Fondazione Giorgio Cini) di Venezia. Dal 2010 è membro del Comitato direttivo del “Saggiatore musicale”. Dirige la collana «Cantar sottile» della Sezione Musica del Dipartimento di Beni culturali e ambientali dell’Università degli Studi di Milano, pubblicata dalla LED di Milano. Svolge inoltre l’attività di critico musicale per la rivista «Amadeus» e collabora con istituzioni teatrali e concertistiche tra cui il Teatro alla Scala. Dal 1990 al 1994 ha inoltre scritto per il «Corriere della Sera». Dal 2012 è il curatore del catalogo di Biennale Musica.

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