Federica Perazzoli
La pittura di Federica Perazzoli si avvicina all’universo wagneriano senza proclami eroici: lo fa in punta di pennello, con una delicatezza vigile che non perde mai il controllo del dettaglio. Nei suoi lavori dedicati alla Götterdämmerung, l’artista rappresenta non l’epica esplicita, ma le sue fratture interiori, i momenti in cui il destino scricchiola per poi spezzarsi. Perazzoli restituisce una presenza pittorica dai toni minacciosi ma non fragorosi, dove il Male non ha bisogno di urlare: sa già di aver vinto. Ma dopo l’annientamento bisogna narrare qualcosa di nuovo. Wagner lo suggerisce, Perazzoli lo fa suo. E in quell’attimo di silenzio, la pittura comincia a parlare.
Il filo del destino
“Nel ciclo del Ring, il momento in cui il filo del destino delle Norne si spezza diventa fulcro interpretativo. La rottura del tessuto che regge il futuro apre uno spazio di smarrimento e sospensione, una frattura carica di tensione che guida la visione pittorica.”

La certezza della forza
“L’apparizione di Alberich ad Hagen segna un punto decisivo: nella rivelazione del padre, Hagen acquisisce la certezza della propria natura. Questa consapevolezza, oscura e minacciosa, diventa la chiave interpretativa del personaggio e la spinta creativa per tradurre in pittura la sua presenza”.

Il Male trionfa
L’uccisione di Siegfried concentra una tensione assoluta: il Male trionfa, infrangendo ogni illusione che il Bene possa prevalere. La scena si carica di un’ombra irreversibile, mentre il paesaggio, cupo e drammatico, amplifica la sensazione di rovina. Nulla qui suggerisce speranza.”

Il rogo dove tutto svanisce
“Nel rogo finale, il sacrificio di Brünhilde si manifesta senza la sua figura: è il fuoco stesso a parlare. Tutto brucia e si consuma, trascinando con sé anime, destini e memorie. Eppure, nella cenere di una fine così assoluta, affiora la possibilità che proprio da quel vuoto possa nascere qualcosa di nuovo.”

biografia
Federica Perazzoli (Sorengo, Svizzera, 1966), vive e lavora a Milano: la sua pittura si orienta prevalentemente sul concetto di paesaggio e su rappresentazioni figurative che declina con tecniche complesse e raffinate. La sua è una pittura a tinte delicate, ricca di accuratezze formali, intervallate da lampi di luce vigorosi. Ha studiato architettura al Politecnico di Milano ed è cofondatrice, insieme a Daniele Innamorato, del duo artistico KINGS.
