Riccardo Muti. Gli anni della Scala

6 giugno 2016 – 15 ottobre 2016

Difficile riassumere l’intensissima attività degli anni scaligeri di Riccardo Muti: dal percorso di riscoperta del dettato verdiano che da Ernani, Nabucco, Attila, I due Foscari e Macbeth è giunta a Otello e Falstaff attraverso la cosiddetta trilogia popolare (La traviata, Rigoletto, Il trovatore), Don Carlo, La forza del destino, I vespri siciliani e Un ballo in maschera, agli storici titoli mozartiani (Don Giovanni, Così fan tutte, Le nozze di Figaro, Idomeneo, Die Zauberflöte) al neoclassicismo tra Gluck (Orfeo, Alceste, le due Ifigenie, Armide), Cherubini (Lodoïska), Salieri (Europa riconosciuta) e Spontini (La vestale), fino a Fidelio e al fondamentale passaggio wagneriano con Parsifal e le quattro giornate del Ring, senza dimenticare il ‘900 (da ricordare almeno Les dialogues des Carmélites di Poulenc) e il contemporaneo. E ancora Pergolesi (Lo frate ‘nnamorato), Paisiello (Nina, o sia la pazza per amore), Bellini (I Capuleti e i Montecchi), Rossini (Guglielmo Tell, La donna del lago, Moïse et Pharaon), Puccini (Manon Lescaut e Tosca), Boito (Mefistofele) e Leoncavallo e Mascagni (Pagliacci e Cavalleria rusticana). All’attività in Teatro si aggiungono i 370 concerti in tutto il mondo con la Filarmonica della Scala.
La mostra curata da Lorenzo Arruga sfrutta gli spazi del Museo per proporre al visitatore un incontro con l’uomo e il musicista concentrandosi su aree tematiche circoscritte: l’attività sinfonica, Mozart, Verdi, Wagner e il percorso tra riforma gluckiana, neoclassicismo e belcanto attraverso una suggestiva selezione di contributi audio e video arricchita da un corredo fotografico che ripercorre le numerosissime collaborazioni con cantanti, scenografi e registi.

Credits: Brescia-Amisano/Fondazione Teatro alla Scala