Dal 4 al 6 marzo torna la rassegna MuseoCity 2022 alla sua VI edizione. Quest’anno i musei coinvolti apriranno al pubblico le loro porte fisiche o virtuali proponendo un programma con centinaia di appuntamenti: visite guidate, laboratori per bambini, conferenze, incontri, aperture straordinarie e iniziative speciali. Il Museo Teatrale alla Scala partecipa all’iniziativa cittadina presentando per l’appuntamento “Museo Segreto” il timpano della facciata della Scala, in particolare il bassorilievo che raffigura il Carro di Apollo con la personificazione dell’immagine della Notte.

Museo Segreto: Le Stanze dell’Arte

Il programma dell’evento comprende l’appuntamento “Museo Segreto” che quest’anno ha per titolo Le Stanze dell’Arte. Particolare attenzione sarà quindi rivolta agli edifici che ospitano i musei, pubblici e privati, che saranno raccontati dai loro direttori e curatori, con uno sguardo su dove abitano le opere, una indagine sul perché, nel tempo o recentemente, si siano scelti alcuni spazi e come tutti, anche i più anonimi, dialoghino con le opere che ospitano e ne ricevano luce. È una prospettiva nuova che aggiunge fascino alle opere ospitate e contribuisce a farci meglio scoprire il rapporto stretto che si instaura fra oggetto d’arte e lo spazio che lo ospita. Da questo inedito punto di vista emergono molti elementi di riflessione, e il panorama artistico della città si tinge di nuovi colori. Ogni palazzo, ogni dimora ha le sue caratteristiche che ne fanno una storia a parte, ma ci sono alcuni elementi che ci consentono qualche riflessione sul rapporto della città con l’arte e con il problema della sua valorizzazione partendo proprio dagli edifici in cui sono conservati. Dal grande al piccolo: l’attenzione è posta sui particolari e le decorazioni plastiche spesso poco noti dei monumenti di più consueta familiarità visiva nella città come il timpano della facciata del Teatro alla Scala con il suggestivo Carro di Apollo. Volgere lo sguardo sulla decorazione diventa occasione per narrare le vicende costruttive e quindi la storia di Milano.

Gli appuntamenti saranno presentati e resi disponibili il giorno 4 marzo:

Il timpano della facciata della Scala: Il Carro di Apollo

L’insegnante di Scultura all’Accademia di Brera Giuseppe Franchi (1731-1806) fu l’autore del bozzetto del “Carro di Apollo”, lavoro che, per conto dell’architetto Piermarini, fu tradotto in stucco da Giocondo Albertolli per il timpano del Teatro alla Scala nel 1778. Albertolli, però, sostituì il putto alato di Franchi con la personificazione della immagine della Notte. Questo bassorilievo divenne un simbolo della Scala e fu ripreso dal noto scenografo Alexander Benois nel bozzetto da lui realizzato per la riapertura del Teatro alla Scala nel maggio del 1946, dopo la ricostruzione seguita ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Architettonicamente, la facciata neoclassica della Scala si presenta divisa in tre parti: il portico in bugnato, l’ordine gigante di semicolonne sul quale si aprono porte che immettono alla terrazza (accessibile durante gli intervalli degli spettacoli) e, dopo una fascia marcapiano, la parte sommitale sovrastata dal timpano. Nel sottotetto è ricavato il ridotto delle Gallerie. Il tetto si regge su una struttura a capriate.