Mercoledì 3 Marzo, Ore 18.30:   “L’opera Segreta”

L’opera Segreta” appuntamento con Pierluigi Panza che  svela i segreti del quadro iconico del Teatro alla Scala dipinto da Angelo Inganni. Panza evidenzierà il legame indissolubile tra il Teatro alla Scala e la città di Milano.

Nel 1852 il pittore lombardo Angelo Inganni dipinse una delle tre versioni della facciata del Teatro alla Scala. Il teatro è raffigurato colpito dal sole e prima della realizzazione della piazza antistante, che sarà conclusa nel 1872 con il monumento a Leonardo da Vinci. Il teatro si affacciava allora sulla corsia del Giardino (attuale via Manzoni) lungo la quale il vedutista colloca le sue caratteristiche macchiette di persone: una carrozza, gruppi di popolani, un lustrascarpe, un nano, dei soldati… Davanti al teatro il caffè della Cecchina e il caffè Martini, sede dei carbonari.

Prof. Pierluigi Panza Docente di Critica d’Arte-Politecnico di Milano

Milano, la facciata del Teatro alla Scala dipinto da Angelo Inganni, 1852

Abbiamo scelto di evidenziare per “Museo Segreto” Angelo Inganni – Il Teatro alla Scala -1852 -Olio su tela -Il famoso dipinto di Angelo Inganni, del 1852, mostra il Teatro alla Scala illuminato dal sole e affacciato su una via stretta (alla confluenza di Contrada di S. Margherita e la Corsia del Giardino). Solo sei anni dopo verrà ricavata la piazza davanti al Teatro. È questo il quadro che più di ogni altro simboleggia le nostre
collezioni, la Scala come l’hanno vista i grandi operisti dell’Ottocento: Rossini, Donizetti, Bellini e il giovane Verdi. L’apertura alla Città costituisce una delle peculiarità della Scala di oggi, che perpetua un legame antico del quale ha una forte consapevolezza e per il quale nutre un deciso senso di responsabilità.

Timeline: come cambia un quartiere Questo video, realizzato per la mostra “240 anni del Teatro alla Scala. Da Piermarini a Botta” ricostruisce la storia, sotto forma di linea del tempo, dello sviluppo architettonico della Scala e del suo contesto urbanistico. Un racconto dinamico e di sintesi sull’evoluzione storica del Teatro e della piazza antistante, che impone un nuovo cambio di vista e prospettiva, oltre a testimoniare il legame indissolubile tra il nostro principale teatro e la città che lo ha visto nascere.