Quando fu costruito, il Teatro alla Scala era collocato in un contesto urbano differente: l’odierna Piazza della Scala, infatti, venne aperta solo nel 1858.

Ecco perché il Teatro fu progettato con una prospettiva di scorcio e non frontale, come si può vedere nel dipinto di Angelo Inganni esposto nel Museo Teatrale alla Scala. All’epoca non tutti furono felici del risultato ottenuto dall’architetto Giuseppe Piermarini. Il filosofo Pietro Verri, ad esempio, ebbe a dire: “La facciata del nuovo teatro è bellissima in carta, e mi ha pure sorpreso quando la vidi prima che si mettesse mano alla fabbrica; ma ora quasi mi dispiace”.

Il disagio che Verri avvertiva era dovuto al portico delle carrozze, soluzione adottata dal Piermarini per dare alla facciata una profondità altrimenti impossibile in una via così stretta. Questa scelta si rivelò però lungimirante quando, a metà Ottocento, si aprì la Piazza della Scala e la decisione del Piermarini sembrò degna di un indovino.