Se vi trovaste, per un qualche strano motivo, catapultati in un teatro di fine ‘500, vi trovereste di fronte ad uno spettacolo molto diverso da quello odierno.

I teatri erano costruiti in legno, illuminati con candele e riscaldati con bracieri; nei retropalchi ogni famiglia nobile teneva un cuoco, pronto ad assecondare ogni capriccio della gola. Non è un caso, allora, che spesso i teatri prendessero fuoco e gli incendi fossero un problema ben conosciuto. Tale sorte toccò agli “antenati” del Teatro alla Scala: prima il Salone Margherita, poi il Regio Teatro Ducale (per ben due volte). Fu allora che i palchettisti, le grandi famiglie nobili dell’epoca, decisero che Milano dovesse avere un “suo grande teatro cittadino” quindi non più solo appannaggio dei nobili e della corte ma anche del popolo.

Nasceva così il Teatro Grande alla Scala, il 3 agosto del 1778, nell’area della fatiscente Chiesa di Santa Maria della Scala. Questa volta, finalmente, costruito in muratura.